L’installazione di un camino a gas a parete richiede una pianificazione accurata che tenga conto delle dimensioni dell’ambiente, delle caratteristiche strutturali della parete ospitante e dei vincoli imposti dalla normativa vigente. Chi sceglie questa tipologia di focolare cerca una soluzione contemporanea, capace di integrarsi nella parete del soggiorno o della zona giorno senza occupare spazio a pavimento. La resa estetica, però, dipende strettamente dal rispetto di parametri tecnici precisi: sbagliare le misure o trascurare i requisiti strutturali significa compromettere il funzionamento dell’apparecchio e, nei casi peggiori, la sicurezza dell’abitazione.
Il mercato propone modelli di camino a gas a parete con dimensioni molto diverse tra loro, dai formati compatti da 60 cm di larghezza fino ai lineari che superano i 200 cm. Ogni formato impone specifiche esigenze in termini di nicchia, profondità di incasso e distanze dai materiali combustibili. Comprendere questi aspetti prima dell’acquisto evita interventi correttivi costosi e ritardi nella posa.
Caratteristiche strutturali della parete di installazione
La parete destinata ad accogliere un camino a gas a parete deve possedere requisiti ben definiti. Il primo riguarda la capacità portante: il peso dell’apparecchio, compreso il rivestimento, varia mediamente tra 40 e 120 kg a seconda del modello. Una parete in cartongesso standard, con montanti da 50 mm e lastre singole, non è sufficiente a sostenere carichi di questa entità senza rinforzi strutturali. In questi casi, l’installatore predispone un telaio metallico interno in profili di acciaio zincato, ancorato al solaio e alla parete retrostante, che distribuisce il peso in modo uniforme.
Le pareti in muratura piena – laterizio, blocchi di cemento, pietra – offrono una base di partenza più solida. Resta comunque necessario verificare lo spessore minimo: la maggior parte dei produttori indica almeno 10 cm di materiale pieno tra il retro dell’apparecchio e l’eventuale cavità o isolamento termico. Il motivo è legato alla dissipazione del calore residuo che il corpo del camino trasmette verso la parete, un fenomeno che varia in funzione della potenza termica del modello installato.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la presenza di impianti elettrici, tubazioni idriche o condotte di climatizzazione all’interno della parete. Prima di procedere alla realizzazione della nicchia, è indispensabile un rilievo strumentale con termocamera o metal detector professionale. Intercettare una tubazione del gas durante la creazione del vano di incasso comporta rischi evidenti e costi imprevisti.
Misure della nicchia e profondità di incasso
Ogni camino a gas a parete viene fornito con una scheda tecnica che riporta le dimensioni esatte della nicchia necessaria. Queste misure comprendono larghezza, altezza e profondità del vano, con tolleranze generalmente comprese tra 5 e 10 mm. La profondità di incasso merita particolare attenzione: i modelli più diffusi richiedono una nicchia profonda tra 25 e 45 cm, una misura che va confrontata con lo spessore effettivo della parete.
Quando lo spessore murario risulta insufficiente, la soluzione tecnica più adottata consiste nella creazione di un controtelaio sporgente rivestito in cartongesso ignifugo o pietra naturale. Questa struttura aggiuntiva aumenta lo spessore complessivo della parete nella zona di installazione e permette di ricavare la profondità necessaria senza intervenire sulla muratura portante. L’effetto visivo che ne deriva è quello di una cornice architettonica che valorizza il focolare.
Le misure della nicchia devono garantire anche lo spazio per i collegamenti: il tubo di alimentazione del gas (generalmente in rame o acciaio flessibile certificato), il cavo di alimentazione elettrica per l’accensione e il sistema di controllo, e lo scarico dei fumi. Trascurare questi ingombri durante la fase di muratura significa dover riaprire la parete in un secondo momento, con evidenti disagi.
Distanze di sicurezza e normativa di riferimento
La normativa italiana in materia di installazione di apparecchi a gas è contenuta principalmente nella UNI 7129, aggiornata nella versione 2015 e successivi emendamenti. Questa norma stabilisce le distanze minime tra l’apparecchio e i materiali combustibili circostanti: mobili in legno, tende, tessuti d’arredo e rivestimenti in materiale sintetico devono trovarsi a una distanza minima che varia, secondo le indicazioni del costruttore, tra 50 e 150 cm dalla bocca del focolare.
Per quanto riguarda la parete stessa, il camino a gas a parete deve essere circondato da materiali con classificazione di reazione al fuoco almeno in classe A1 o A2 secondo la norma EN 13501-1. Il cartongesso ignifugo (tipo DF o DFH2) rientra in questa classificazione e costituisce la scelta più frequente per la realizzazione della nicchia e del rivestimento perimetrale.
Le distanze laterali minime dal bordo dell’apparecchio a qualsiasi oggetto combustibile sono indicate nella documentazione tecnica di ogni modello. A titolo orientativo, i camini a gas lineari da parete di fascia medio-alta prevedono almeno 20 cm di distanza laterale e 30 cm sopra il bordo superiore del focolare. Queste misure possono variare in modo significativo: un modello con potenza termica di 3 kW avrà requisiti diversi rispetto a un apparecchio da 9 kW.
Il tecnico installatore, al termine della posa, deve rilasciare la dichiarazione di conformità secondo il DM 37/2008, documento che attesta il rispetto delle norme tecniche applicabili. Senza questa certificazione, l’impianto risulta irregolare e la copertura assicurativa dell’abitazione potrebbe risultare compromessa.
Evacuazione dei fumi e ventilazione
La questione dello scarico dei prodotti della combustione merita un approfondimento specifico. I camini a gas a parete si dividono in due macro-categorie in base al sistema di evacuazione: i modelli a camera stagna con scarico coassiale (tipo C) e quelli collegati a una canna fumaria tradizionale (tipo B).
I modelli di tipo C, i più diffusi in ambito residenziale, utilizzano un condotto coassiale – un tubo dentro l’altro – che passa attraverso la parete esterna. Il tubo interno convoglia i fumi verso l’esterno, mentre quello esterno aspira l’aria comburente. Questa configurazione richiede un foro nella parete perimetrale con diametro compreso, in genere, tra 80 e 130 mm. La posizione del foro deve rispettare le distanze da finestre, porte, aperture di ventilazione e confini di proprietà stabilite dalla UNI 7129. La distanza minima da una finestra apribile, ad esempio, è di 60 cm in posizione laterale e di 30 cm in posizione sottostante.
I modelli di tipo B richiedono un collegamento a una canna fumaria con sezione e tiraggio adeguati. Questa soluzione risulta obbligatoria in alcune situazioni – edifici condominiali con regolamenti specifici, facciate vincolate, zone con restrizioni sugli scarichi a parete – e comporta una progettazione più articolata.
Chi desidera approfondire gli aspetti normativi e tecnici dell’installazione in contesto condominiale, può dare un’occhiata a questo articolo: Installazione camino a gas in appartamento: requisiti tecnici e normative.
La ventilazione del locale è un requisito imprescindibile per i modelli di tipo B, che prelevano l’aria comburente dall’ambiente. La norma prevede un’apertura di ventilazione permanente con sezione minima calcolata in base alla potenza termica dell’apparecchio (6 cm² per ogni kW di portata termica nominale). I modelli a camera stagna, prelevando l’aria dall’esterno, non impongono questo obbligo, il che li rende particolarmente adatti all’installazione in ambienti di dimensioni contenute.
Alimentazione e allacciamento alla rete gas
Il camino a gas a parete può funzionare a metano (gas naturale) o a GPL, in base alla disponibilità della rete e alla dotazione impiantistica dell’edificio. L’allacciamento alla rete del gas deve essere eseguito da personale abilitato, con l’utilizzo di raccordi, valvole e tubazioni conformi alle norme UNI CIG. Il punto di attacco del gas va predisposto in posizione accessibile per le operazioni di manutenzione e deve essere dotato di rubinetto di intercettazione dedicato.
La potenza termica nominale dei camini a gas a parete varia in un intervallo ampio: dai 2,5 kW dei modelli compatti pensati per ambienti di 20-25 m² fino ai 12-15 kW delle unità lineari di grande formato, adatte a open space e loft di oltre 80 m². Il consumo di gas è direttamente proporzionale alla potenza impostata e, nei modelli dotati di modulazione della fiamma, può essere ridotto fino al 25-30% della potenza massima.
Manutenzione programmata e controlli periodici
La durata nel tempo e la sicurezza di un camino a gas a parete dipendono dalla regolarità della manutenzione. La normativa prevede un controllo annuale dell’apparecchio, durante il quale il tecnico verifica l’integrità dei componenti, la tenuta del circuito gas, la pulizia del bruciatore e il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza (termocoppia, sensore di tiraggio, valvola di sicurezza). Il costo medio di questa operazione si colloca tra 80 e 150 euro, a seconda del tipo di intervento e della zona geografica.
La pulizia del vetro frontale, operazione che l’utente può effettuare in autonomia, va eseguita con prodotti specifici per vetro ceramico ad alta temperatura. I residui biancastri che si formano sulla superficie interna del vetro derivano dalla condensazione dei vapori di combustione e, se trascurati, possono diventare permanenti compromettendo la trasparenza del pannello e la resa visiva della fiamma.
Scegliere e installare un camino a gas a parete con le misure corrette e nel rispetto dei requisiti tecnici è un investimento che vale la pena affrontare con la giusta competenza al fianco. Il nostro catalogo propone una selezione completa di camini a gas da parete, con schede tecniche dettagliate e supporto alla progettazione. Per una consulenza personalizzata, contattateci direttamente: il team di Camini.net è a disposizione per guidare ogni fase del progetto.